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Il Castello
Il Castello

Museo della Civiltà Contadina
Museo della Civiltà Contadina

I Calanchi
I Calanchi

Beni culturali

Elegante e imponente il Castello sovrasta tutta la valle del Tevere.
Ricostruito nel XVI sec. su un fortilizio preesistente, è a pianta quadrata, con torri agli angoli.
All'interno un bel cortile rinascimentale con doppio loggiato, su cui affacciano numerosi ambienti di pregio.
Tra questi la cappella che contiene una serie di affreschi del '600, di buona fattura, che possono essere considerati come una sorta di memoria visiva della storia di Alviano.
Nella cappella è raffigurato infatti il miracolo di San Francesco e le rondini, avvenuto nel 1212 proprio ad Alviano - "... si puose a predicare comandando prima alle rondini che cantavano che tenessero silenzio... " (Fioretti) - ma è presente anche il volto di Donna Olimpia, la committente di quegli affreschi.
È opera contemporanea invece il volto di Bartolomeo raffigurato nella sala consiliare; le fattezze sono quelle reali, tratte da una moneta del Cinquecento coniata dalla Repubblica di Venezia.
Ancora oggi il Castello, sapientemente restaurato, è il fulcro della vita cittadina: il piano nobile ospita il Municipio; al piano terra si trova il Centro di documentazione audiovisiva sull'Oasi di Alviano, oltre a un centro convegni moderno e attrezzato; nei sotterranei vi sono mostre permanenti di arte moderna e il Museo della Civiltà Contadina, che conta oltre mille oggetti. Di recente, proprio in onore del suo antico padrone, il Castello è diventato sede del Centro studi sui capitani di ventura.
Si trova invece all'interno del borgo la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta (XV sec.).
Documentata come Collegiata fin dal 1275, alle soglie del XVI secolo fu ornata di una preziosa tavola di Nicolò Alunno, rappresentante la Madonna Assunta circondata da angeli glorificanti. In origine aveva due sportelli laterali con le figure di San Giovanni Battista e di San Sebastiano, che attualmente si trovano nel Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo a Roma.
Interessante anche un affresco di Giovanni Antonio de' Sacchis, detto il Pordenone, commissionato nel 1516 dalla vedova di Bartolomeo d'Alviano, Pantasilea Baglioni, rappresentante la stessa nobildonna e una Madonna e Santi.

Bellezze ambientali

Tutto il crinale di mezzogiorno degli Amerini, da Baschi ad Amelia, ma particolarmente ad Alviano, è individuabile da un segno geografico molto nitido: i calanchi.
Sono una importante realtà geologica, con significativi resti dell'antico mare tiberino, ed un fondamentale contributo all'interpretazione della storia agricola di queste contrade.
Il paesaggio è molto particolare e segnato particolarmente dalla coltura dell'ulivo.

 

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