AMELIA
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 Teatro Sociale
 Loggia del Banditore |
Scendendo fino a Porta Posterola, vecchia dogana su due ingressi perpendicolari, si può avere un'ampia panoramica della valle del Rio Grande, con la diga detta "La Para" del XIII sec.
Nelle vicinanze di piazza Matteotti, su cui si affaccia il Municipio, si trova la più curiosa delle tante e suggestive viuzze cittadine, il "Vicolo Baciafemmine", collocato sulla continuazione di via Archileggi. Prende il nome dal fatto di essere così stretto che un incontro faccia a faccia rischia di tramutarsi in una involontaria effusione.
Sotto piazza Matteotti invece si consiglia di visitare le monumentali Cisterne Romane, raro esempio di opera idraulica costruita intorno alla seconda metà del II sec. d.c.; costituite da dieci ambienti le cui dimensioni medie sono comprese tra 18,80 m. e 19,60 m. in lunghezza, tra 5 m. e 5,10 m. in larghezza per un totale di m. 59,90 x 22,00.
Nel Palazzo Comunale si trova la pala della Madonna con Bambino di Piermatteo d'Amelia, uno dei maggiori pittori del quattrocento umbro, cui è stata attribuita l' "Annunciazione" Gardner conservata a Boston, ma noto soprattutto per aver affrescato la Cappella Sistina prima di Michelangelo
Poco distante, il Teatro Sociale, della seconda metà del '700. L'interno, a ferro di cavallo, oltre alla platea, presenta tre ordini di palchi, su originali strutture di legno con a capo un loggione. Studiato dall'architetto Gian Antonio Selva, progettista dieci anni più tardi della Fenice di Venezia, il teatro di Amelia è servito da modello (per la pianta e lo sviluppo architettonico) al celeberrimo teatro veneziano. Nel 1880 vi furono apportate numerose modifiche, stucchi ed affreschi opera dell'importante pittore perugino Bruschi, che curò anche il notevole telone sull'assedio di Amelia operato dal Barbarossa (in realtà ad assediare la città fu Federico II).
In Piazza Marconi, la Loggia del Banditore sottolinea l'importanza della piazza la cui elegante pavimentazione in selciato risale al 1700. Dalla piazza si possono ammirare il Palazzo Petrignani e il Palazzo Nacci.
Palazzo Petrignani, ora di proprietà del Comune, fu eretto nella seconda metà del sec XVI nello stile del Rinascimento. La facciata, eseguita in laterizi a cortina, è articolata su quattro livelli orizzontali divisi in cinque file di finestrature lungo la verticale. Le sale del piano nobile hanno il soffitto a volta decorato a tempera, opera storicamente attribuita alla scuola degli Zuccari; la sala principale, è detta dello Zodiaco, per via delle dodici lunette dipinte alla base della volta, che rappresentano i mesi dell'anno con relativi segni zodiacali.
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