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Umbria

 

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Amelia - Cisterne Romane
Amelia - Cisterne Romane

Vista
Panorama

Contemporaneamente giungono i coloni romani e con essi inizia l'urbanizzazione delle città umbre ove, intorno all'"oppidum" spesso sede di santuario, lo spazio urbano comincia a dilatarsi.
È in questo periodo che viene riorganizzata la via Amerina che permetteva il collegamento da Nepet (Nepi) a Clusium (Chiusi). Con l'imperatore Augusto avviene la piena romanizzazione dell'Umbria, che diventa la "VI regio". In molte città, divenute come Amelia municipio, si assiste a radicali mutamenti: le mura vengono rinnovate o ampliate, si costruiscono terme, teatri, acquedotti ed opere idrauliche connesse, di cui le Monumentali Cisterne di Amelia costituiscono un esempio.
Nelle strutture abitative private si usa spesso l'"opus reticulatum" ed il mosaico per i pavimenti, riscontrati nei resti delle "Villae Rusticae" di Lugnano (Poggio Gramignano), Guardea (Cocciano) ed Alviano (Popiliano), che testimoniano il buon livello culturale ed economico dei proprietari. Il fenomeno dell'insediamento di "villae" si ha a partire dal I sec. a.C., quando si assiste al riassetto del territorio, con la centuriazione di gran parte di terreni agricoli già ricchi di uliveti, vigneti, frutteti (l'Umbria, e in particolare questa zona erano famose per la fertilità delle terre). Gli aristocratici romani, unendo in modo grandioso l'utile al dilettevole, dettero vita al concetto di "villa", ossia dimora di campagna che, oltre alla funzione principale di luogo produttivo, assumeva anche quella di villa d'"otium"; sembra che in questa zona di "villae" ve ne fossero cinquanta. La "villa" era un grande complesso fondiario che comprendeva, oltre alla elegante "domus" riservata al signore, edifici rurali e capanne per le centinaia (a volte) di schiavi e, sparse nei campi, le "casae" dei contadini. Nei secoli successivi avviene un diradamento di questi insediamenti rustici, che spesso vengono accorpati in proprietà più grandi. Tra il V e il VI sec. d.C. il territorio, già colpito da carestie e pestilenze, fu oggetto di devastazioni e saccheggi da parte di popolazioni barbariche.
Nel Medio Evo, tra il IX e l'XI, sec. si assiste alla fondazione, perlopiù sulla cima di colline, di castelli, di cui l'Amerino è disseminato, quale spontanea reazione dei grandi proprietari terrieri che, non potendo contare su poteri pubblici (anarchia feudale), dovettero in questo modo far fronte alle incursioni saracene e magiare. Ed è proprio questa struttura castellana dei paesi dell'Amerino, rimasta in molti casi inalterata, a stupire i visitatori sempre più numerosi.

 

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