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Ferentillo

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Uno dei paesi più belli della pittoresca Valnerina è Ferentillo: il paese, adagiato lungo una gola sovrastata da due rocche, è di aspetto medievale e sorge alla confluenza del torrente Salto del Cieco nel Nera; il fiume Nera divide l'abitato in due parti, Mattarella e Precetto.
Le origini del paese risalgono al secolo VIII e la sua storia è legata a quella dell'Abbazia di S. Pietro in Valle; dapprima libero comune, poi sotto la signoria dei Cybo e degli Ancaiani, lottò a lungo contro Montefranco e Spoleto.
Entrando nel borgo di Mattarella troviamo la chiesa di S. Maria, risalente al XIII secolo, ma ricostruita in buona parte nel '500 e con la facciata d'epoca recente; sul portale quattrocentesco vi sono i resti di un affresco, "Madonna e due Angeli"; l'interno è a tre navate divise da arcate ogivali sostenute da colonne e pilastri e il tetto è a capriate; le pareti sono aperte da nicchie e agli altari ci sono affreschi di scuola umbra del '500.
Nel borgo di Precetto da vedere la chiesa di S. Stefano, costruita nel XV secolo, a tre navate, con bel fonte battesimale e interessante affresco di metà '500.
Nella cripta, grande come la chiesa, ma divisa in due navate da possenti pilastri, si conservano delle mummie: il particolare processo di mummificazione è dovuto alla natura del suolo, fatto di sabbia asciutta e porosa e ricca di sali, e all'areazione continua che garantiscono le finestre.

Abbazia di San Pietro in Valle
L'Abbazia di S. Pietro in Valle è senza dubbio la testimonianza più importante del Ducato di Spoleto, e una delle più interessanti di tutto il Medioevo.
Costruita sul luogo in cui si erano ritirati gli eremiti Lazzaro e Giovanni nel VI secolo per volere del Duca di Spoleto Faroaldo II, accoglie il Duca, quando questo viene deposto dal figlio nel 720, fino alla morte, avvenuta nel 728.
La chiesa, a una navata orientata verso est, con transetto e tre absidi, è una ricostruzione del X-XI secolo: le pareti erano coperte di affreschi, dei quali vediamo qualche resto, molto importanti perché rappresentano un esempio della pittura romana prima di Cavallini, già reazione allo stile bizantino.
All'interno troviamo un cippo votivo, frammenti scultorei e architettonici anche romani, vari sarcofagi romani e medievali, tra i quali quello di Faroaldo; l'altare maggiore è fatto di vari resti marmorei recuperati nella zona e la grande lastra ornata presenta il ritratto dell'autore dei rilievi, Ursus, e l'iscrizione dedicatoria di Ulderico, Duca di Spoleto nel 740.
L'abside è decorata da un grande affresco: nella parte superiore un "Cristo benedicente", sotto una "Madonna col Bambino, angeli e santi" e ancora più in basso i santi Benedetto, Placido, Marziale, Eleuterio e Lazzaro.
Dal braccio sinistro del transetto è possibile entrare nel campanile, che presenta alla base una bella volta a botte; l'esterno è in quello stile lombardo molto frequente nel Lazio; eretto nel XII secolo, presenta molti frammenti più antichi e interessanti decorazioni.
Accanto alla chiesa possiamo ammirare un magnifico chiostro a due ordini del XII secolo.

 

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