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Una dimora da principi: il Castello Bufalini a San Giustino
Il 14 luglio del 1996 è stato aperto al pubblico il Castello Bufalini di San Giustino, uno dei tesori artistici più importanti dell'Alta Valle del Tevere. Il Castello che si leva maestoso
in posizione leggermente decentrata rispetto al paese, circondato da un bel giardino all'italiana,
conserva ancora tracce della sua primitiva costruzione che risale alla fine del sec. XIII. Fu ristrutturato per motivi difensivi verso la fine del XIV sec. ad opera di Giovanni e Camillo Vitelli dopo che era stato donato a Niccolò di Manno Bufalini con l'impegno di custodirlo e difenderlo.
Nella prima metà del cinquecento il Castello assunse l'aspetto attuale quando fu trasformato in dimora principesca ed una loggia di chiara influenza vasariana andò ad ingentilire l'austera mole della fortezza. Il pittore Cristofano Gherardi dopo che fu bandito dalla Toscana (1537-1546) rimase ospite dell'abate Giulio Bufalini lavorando per molto tempo ad affrescare con scene mitologiche alcune sale del Castello.
In tutti gli ambienti sono conservati oltre gli affreschi, un gran numero di quadri, di mobili, di lampadari e di suppellettili che fanno del Castello un raro esempio di nobile dimora giunta fino a noi stupendamente conservata ed arredata. Tra i quadri da ricordare due splendide Madonne, una del Pinturicchio e l'altra attribuita ad artista della bottega del Signorelli. In alcune nicchie del chiostro interno e nella sala del trono sono distribuiti dei busti di marmo di età romana
provenienti in parte dalla vicina villa "in Tuscis" di Plinio il Giovane.
Per il visitatore sarà una indimenticabile esperienza, quasi un tuffo nel passato immerso in una atmosfera artistica di estrema raffinatezza.
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