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S. Maria della Consolazione

 
Chiesa

 
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Nei dintorni

Arrivando a Todi dalla parte di Pontecuti, ovvero dal ponte sul Tevere, ci troviamo improvvisamente di fronte la splendida chiesa della Consolazione.
S. Maria della Consolazione è costruita sul luogo in cui anticamente si venerava una "Madonna col Bambino" miracolosa: l'affresco, eseguito per volere di un frate benedettino di ritorno dalla Terra Santa, venne ad un certo punto dimenticato e abbandonato tra i rovi; la leggenda narra che un giorno fu trovato da un muratore privo della vista in un occhio, e che l'uomo, asciugandosi la fronte col fazzoletto usato per pulire l'immagine, ritornò a vedere da entrambi gli occhi.
Gli scavi per le fondamenta iniziano nel novembre 1508; è un edificio rinascimentale a pianta centrale, elegante e armonioso: plausibile la tesi che il Bramante abbia contribuito al progetto, tuttavia i lavori vengono diretti da diverse persone - Cola di Matteuccio, Ambrogio da Milano, Francesco da Vita Lombardo - sentendo anche i pareri di Antonio da Sangallo, Vignola, Alessi, Peruzzi e Ippolito Scalza.
La struttura è a croce greca, con quattro absidi sormontate da un terrazzo, sul quale si eleva la maestosa cupola sostenuta da un tamburo con dodici pilastri ionici.
L'interno è grande e luminoso, grazie alle ampie finestre, e altari barocchi nascondono quelli originali, assai più semplici; l'enorme statua di Martino I è stata collocata all'interno della chiesa dopo la terribile peste del 1630.
Il tempio di S. Maria della Consolazione rappresenta una svolta decisiva nei confronti del passato: è un monumento-sintesi della civiltà rinascimentale trapiantato in una Todi con un piede ancora nel Medioevo, frutto probabilmente della cultura elitaria dei committenti.
In S. Fortunato Dio discende a portare la sua luce, nella Consolazione la ragione umana si eleva per incontrare quella divina.
Allontanandoci ancora un po' dalla città giungiamo al Convento di Montesanto, edificio rettangolare, quasi più fortezza che convento.
Nel 1235 frate Ruggero da Todi ottiene dal Comune il permesso d'insediarvi una comunità di Clarisse; a metà '400 le monache si trasferiscono altrove e a Montesanto si stabiliscono i Minori Osservanti: il convento diventa uno degli insediamenti francescani più importanti della regione.
Procedendo invece verso Ponte Rio troviamo la chiesa del Crocifisso: iniziata nel 1591 su progetto del Martelli, doveva essere a pianta rotonda con porticato, simile a S. Pietro in Montorio del Bramante; invece viene realizzata a croce greca e terminata da Ippolito Scalza.
Anche questa chiesa, come la Consolazione, è frutto della cultura umanistica che vuole il tempio in uno spazio aperto per esaltarne la razionalità delle linee architettoniche. La costruzione fu molto travagliata, segno di problematiche rimaste irrisolte tra vecchio e nuovo.

 

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